Alexandre Cuissardes – Politica
C’è chi va in chiesa per invocare il paradiso, chi per fede, qualche politico va in chiesa per chiedere a Dio che gliela mandi buona, che tenga lontani i magistrati, speriamo che “lassù” facciano orecchie da mercante.
C’è chi va in chiesa per invocare il paradiso, chi per fede, qualche politico va in chiesa per chiedere a Dio che gliela mandi buona, che tenga lontani i magistrati, speriamo che “lassù” facciano orecchie da mercante.
È guerra aperta.Al centro dell’attenzionei protagonisti si scontrano,fioccano le scommessesu chi ammazzerà l’altro.Ma gli scommettitori non si accorgonoche sono loro i veri morti.
Forse la vera resa non è quella con le braccia alzate davanti a qualcuno, ma quella con le braccia distese lungo il corpo e la testa piegata davanti al nulla.
Ci rendiamo conto che per molti politici usare un linguaggio diverso, concreto e comprensibile è impossibile.Non pretendiamo da loro un così grande cambiamento, ci basta che tacciano.
Ci vuole una vita per capire quanta ingiustizia esiste e quando lo capiamo siamo troppo stanchi per reagire.
É l’aratro che traccia il solco, ma è la spada che lo difende. E il vomere e la lama sono entrambi di acciaio temprato come la fede dei nostri cuori.
La politica ha i suoi tempi,la giustizia ha i suoi tempi,dovremmo vivere due viteper rispettare i tempi di entrambe,l’unica cosa che non ci mancasono i tempi morti,o i morti dei tempi.A chi spetterà il compito di diretempo scaduto.