Alexandre Cuissardes – Politica
Un paese che premia i furbi e non gli intelligenti non ha futuro.
Un paese che premia i furbi e non gli intelligenti non ha futuro.
In politica destra e sinistra si combattono con le loro opposte ragioni, ma due opposte ragioni fanno un unico torto ed una unica vittima, il paese.
C’è in giro una diffusa insofferenza. I politici costano troppo e in percentuale danno poco.
Eravamo la culla del diritto, adesso ne siamo diventati la bara, in compenso però siamo orgogliosamente la culla del rovescio.
L’Italia è la patria dei diritti per i furbi, e dei doveri per gli onesti.
Finalmente il governo è in grado di far vedere agli italiani quanto è capace nella lotta all’evasione fiscale.Dal 2014 si pagheranno le tasse non più sul dichiarato ma sul nero presunto.
Penso che ogni tanto qualche scappellotto ci voglia per questo tipo di bambinacce. L’elemento della truffa è quello che più mi colpisce. Non c’è stata e non c’è fino ad ora –se ci sarà lo dirò– una censura della Rai e del cattivo Berlusconi contro la satira della Guzzanti. C’è stato un tentativo evidente di guadagnarsi la censura da parte della Guzzanti, che ha associato alla satira, cioè al suo mestiere, un altro mestriere, quello del comizio politico “de paese”, “de borgata”, quello violento, duro, in cui le è scappata anche la famosa espressione “razza ebraica”, perché la ragazza è molto ignorante. La cosa che mi dispiace è la violazione del sacro canone del mestiere dell’attore. Uno fa la satira, punto e basta. Se uno attraverso la satira – come avvenne con Daniele Luttazzi – vuole fare campagna elettorale a favore del proprio partito, non va più in televisione. Molto semplice: non è censura, sono regole, regole sane.