Alexandre Cuissardes – Ricchezza & Povertà
Ci chiedono molto,troppo,in nome della fede,ma non abbiamo più la fede cieca,è già tanto se abbiamo ancora un po’ di fede,e spesso molto incazzata.
Ci chiedono molto,troppo,in nome della fede,ma non abbiamo più la fede cieca,è già tanto se abbiamo ancora un po’ di fede,e spesso molto incazzata.
Se stasera sei nervosodispiaciuto oppur delusonon restare sul divanoa pensare in modo strano.Metti in moto gambe e ruotee fai il giro dei vialida una parte troveraichi allontana tutti i guai,che sia a un tiglio,ad un lampione,o vicino alla stazione.Alta,bassa,bionda o mora,c’è un’offerta che innamora.Medicina benedettada comprar senza ricetta.Immediato è il buon effettoe ritorni lieto a letto.
Di là da certo segno, la ricchezza e la povertà hanno comune questa maledizione, che fanno dell’uomo uno schiavo.
Il povero è odioso perfino ai parenti, il ricco invece ha molti amici.Chi disprezza il tapino, commette peccato, felice invece chi ha pietà dei poveri.
Pochi uomini ricchi possiedono le loro proprietà: sono le proprietà che possiedono loro.
La democrazia non potrà mai funzionare finché sarà in mano a troppe persone piccole ed ambiziose che si credono scesi in terra dall’alto e troppi cittadini che antepongono le loro ideologie, gli interessi personali e l’esser contro altri al bene comune.
Accettare un beneficio significa vendere la libertà.