Alexandre Cuissardes – Stati d’Animo
Le feste sono più sentite da chi di feste soffre che da chi di feste festeggia e gode.
Le feste sono più sentite da chi di feste soffre che da chi di feste festeggia e gode.
L’inquietudine è un vortice che ti spinge ovunque tu vada a voler essere altrove, è quel temporale che affascina e spaventa, del quale maledici la prima goccia e rimpiangi l’ultimo tuono.
Tutto quello che oggi appare nero, pieno di insidie e tormenti, tutto quello che sembra toglierci il respiro, tutto il sale che sembra scorrere senza fine nella nostra anima, tutto il troppo da sopportare oggi, trova un domani dove mettersi al risposo e sorridere di nuovo.
A tutti quelli che ci dicono che siamo sbagliati, che ci accusano di essere peggiori e ci danno colpe e facce che non abbiamo. A tutti quelli che pensano che ciò che loro pensano, dicono e fanno sia il “giusto”. A tutti quelli che della loro vita non guardano mai una virgola, ma amano mettere, giudicare e criticare ogni “punteggiatura” della nostra; diciamo: “andate a farvi fottere”! Non siamo migliori di voi, ma certamente voi non sarete mai migliori di noi!
Non so spiegare cosa a volte mi succeda dentro. È come qualcosa che si muove, che scatta ed ecco che improvvisamente tutto cambia, tutto è più chiaro, il buio diviene penombra e comincio a intravedere di nuovo la mia strada. Se sia quella giusta o no non lo so, ma almeno adesso ne ho una da percorrere.
Per vedere l’arcobaleno è necessaria la pioggia.
Per fortuna conosce la casa, sa come muoversi, anche se piano, a tastoni. Non vede, è vero, ma non gode di nessun sussidio, anche se è un cieco da stato, gli hanno staccato la luce di casa.