Alfred Adler – Verità e Menzogna
Dobbiamo interpretare il cattivo carattere come segno d’inferiorità.
Dobbiamo interpretare il cattivo carattere come segno d’inferiorità.
Nessuno è veramente consapevole dei propri sbagli finché non commette l’errore di dire la verità.
Non sorridere troppo della tua cattiveria, Perché ti posso assicurare che un buono se diventa cattivo sa fare molto meglio di te anche in questo!
Tutto quello che diciamo o scriviamo finisce sulle nostre labbra o sui nostri fogli per il bisogno incontentabile che abbiamo di crederci noi stessi. Nulla più.
Voi sbagliate! Siamo molto superficiali, io e voi. Non andiamo ben addentro allo scherzo, che è più profondo e radicale, cari miei. E consiste in questo: che l’essere agisce necessariamente per forme, che sono le apparenze che esso si crea, e a cui noi diamo valore di realtà. Un valore che cangia, naturalmente, secondo l’essere che in quella forma e in quell’atto ci appare. E ci deve sembrare per forza che gli altri hanno sbagliato; che una data forma, un dato atto non è questo e non è così. Ma inevitabilmente, poco dopo, se ci spostiamo d’un punto, ci accorgiamo che abbiamo sbagliato anche noi, e che non è questo e non è così; sicché alla fine siamo costretti a riconoscere che non sarà mai né questo né così in nessun modo stabile e sicuro; ma ora in un modo ora in un altro, che tutti a un certo punto ci parranno sbagliati, o tutti veri, che è lo stesso; perché una realtà non ci fu data e non c’è, ma dobbiamo farcela noi, se vogliamo essere: e non sarà mai una per tutti, una per sempre, ma di continuo e infinitamente mutabile. La facoltà d’illuderci che la realtà d’oggi sia la sola vera, se da un canto ci sostiene, dall’altro ci precipita in un vuoto senza fine, perché la realtà d’oggi è destinata a scoprircisi illusione di domani. E la vita non conclude. Non può concludere. Se domani conclude, è finita.
Perdono una volta, alla seconda non ci arrivo, troppo facile sbagliare e risbagliare e trovare chi perdona ogni volta, potrebbe diventare una brutta abitudine.
Ciò che rende così opprimente la vita è la inadeguata mancanza di fantasia.