Andrea De Candia – Poesia
Le parole sono i suoni di un’orchestra dove l’istinto e la ragione si divertono a passarsi la bacchetta.
Le parole sono i suoni di un’orchestra dove l’istinto e la ragione si divertono a passarsi la bacchetta.
Sono un semplice, semplice nella sua complessità.
Preferisco che la mia poesia venga sepolta in periferia, che vederla come osceno compromesso, tra miseria e perbenismo. Preferisco che mi ascolti un solo orecchio stanco, che centomila orecchie avide pronte ad usurparne passione, preferisco l’ardore del rivoltoso, che la scienza occulta del potere. La periferia è l’intera poesia, l’aristocrazia e il privilegio solo la maschera.
Mi dispiaceche solo adesso ho compresoMi dispiacee la sola cosa che posso dire adessomentre il rimpianto non avrà tempoperché solo adesso so quello che dovevo capire ierie la rabbia mi invade non per quell’addio.Perché non posso fermare il temporiportarlo quando io ero vicino a temaledetta stupidità.Mi dispiaceè solo questa la parola che riescoa dire tra le lacrime che versoda quando non ci sei più.
E al crepuscolo, il sole tramonta e la notte mostra tutta la bellezza del buio e del dolore.
Gli occhiali sono un compromesso: mi proteggono dalle schegge accecanti dell’aria, in cambio mi rendono più brutto.
Questo Dio è poeta così valente da render tutti poeti; e certo diventa poeta, pur se prima era senz’arte, chiunque sia toccato da Amore.