Andrea De Candia – Televisione
La televisione è quel luogo in cui ci si spoglia della propria pelle per indossare frivolezze.
La televisione è quel luogo in cui ci si spoglia della propria pelle per indossare frivolezze.
I mari e i deserti sanno ingannarci: i loro fianchi sfuggono sempre alla nostra vista.
Non c’è fiammifero che sfugga alla sua testardaggine.
Nella vita siamo come “televisori”con antenne rivolte al nostro esterno.Attraverso:atteggiamenti – slogan – moda -usi – costumi – forme pensieroriproduciamo programmi trasmessidalle più svariate dottrine filosofiche.Su questo piano essere Uomo “acceso o spento”dipende dall’appartenere o meno a correnti:sociali – religiose – filosofiche,verso le quali si è sintonizzatiallineando le proprie antenne.Esiste un passaggio evolutivoin cui l’Uomo-Attento e Riflessivoa fronte delle proprie ripetute crisi d’identitàincanala il proprio Ascolto verso il sensibile mondo Interiore.Con questa attenzione scopre d’esser’un “Luminoso Monitor” collegato perennementeall’unica fonte di Luce generatrice.In Lui cessa il desideriod’appartenere a qualsiasi chimera esterna.Quest’Uomoriconosce d’esser’figlio dell’Esistenzasfuma nel proprio schermo interiore:attaccamenti – desideri – emozioni – pensieri – azioni(generati dall’influenzabilità della propria cultura)per votarsi alla percezione dell’origine della Luce.
Nei tuoi discorsi, più desideri essere chiaro, più senti il rischio pesante di sfuggire.
Quando un programma non piace si cambia canale.
Il cielo non è mai stato razzista.