Andrea De Candia – Tristezza
Non solo doveva accettare la solitudine, ma anche sopportare che qualcuno gliela rimproverasse.
Non solo doveva accettare la solitudine, ma anche sopportare che qualcuno gliela rimproverasse.
Non posso resettarmi come un computer, ma lo farei volentieri.
Chiusa nel mio involucro di vetro, cuore di pietra, bocca amara e qualcosa di più profondo da curare.
Ci sono giorni che incutono in me molta tristezza. Per la persona che sono un gesto materiale non mi cambierebbe l’umore, sarebbe solo una gioia momentanea, ma basterebbe un caloroso abbraccio dalla persona giusta, una parola dolce, un qualcosa purché sia fatta con amore. Questo si che potrebbe farmi ritornare a sorridere.
Se sei pronto ad ammettere di essere triste, non sei più così triste.
Vorrei non soffrire più, vorrei tornare indietro e non fare più lo stesso errore. Vorrei che il mondo si fermasse per un istante e chiudere questo sentimento nel buio dell’immensità.
Io da sempre le regalo un fiore, al contrario lei da sempre mi regala un sasso, tutto senza chiasso.