Andrea Ghitarrari – Vita
Parlate, giudicate, analizzate… mi dispiace… io sono sordo.
Parlate, giudicate, analizzate… mi dispiace… io sono sordo.
Dinanzi a qualsiasi disgrazia che ci affligge, ci meravigliamo sempre di soffrire meno di quanto, a nostro giudizio, avremmo dovuto.
Ogni riflessione in base al concetto di felicitàha un suo aspetto personale.Le cose più piccole contano moltissimoogni piccolo avvenimento scaturisce un emozioneBasta che vediamo un film e ci immedesimiamosempre nel protagonista o nel antagonista.Un tramonto può farti riaffiorare degli amori iniziatima non coltivatiUn amico può assumere varie posizioni nella classifica della nostra vita.Ma alla fine di ogni giornataci ritroveremo semprea pensare a cosa manca per completareil nostro profilo personaledella nostra esistenza.
Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca. Considero valore il regno minerale, l’assemblea delle stelle. Considero valore il vino finché dura il pasto, un sorriso involontario, la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano. Considero valore quello che domani non varrà più niente, e quello che oggi vale ancora poco. Considero valore tutte le ferite. Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi, provare gratitudine senza ricordarsi di che. Considero valore sapere in una stanza dov’è il nord, qual è il nome del vento che sta asciugando il bucato. Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca, la pazienza del condannato, qualunque colpa sia. Considero valore l’uso del verbo amare e l’ipotesi che esista un creatore. Molti di questi valori non ho conosciuto.
Le parole in determinati momenti possono essere dei fatti.
Quando il silenzio fa da padrone, ogni parola altrui è inutile.
Nella vita c’è sempre un ruolo non scelto da interpretare e forse è quello che si recita meglio per timore di sbagliare.