Rita Calarco – Vita
Ogni sorriso che farai spuntare sul tuo viso sarà il punto di innesto delle tue ali e potrai ricominciare a volare.
Ogni sorriso che farai spuntare sul tuo viso sarà il punto di innesto delle tue ali e potrai ricominciare a volare.
La morte improvvisa di un amico è uno scollamento esistenziale, l’aprirsi di una voragine sotto i piedi della vita, lui scivola aleggiando nelle pieghe dell’infinito, tu resti sul ciglio dell’abisso a contemplare l’immensità della tua impotenza.
La vita ha una grande, grandissima sala d’attesa. Fissi la porta di quell’ascensore che speri si spalanchi all’improvviso. C’eri arrivata, eri lì, ti avrebbe portato in alto, lì a quel settimo cielo di cui avevi sempre sognato le nuvole e gli angeli, ma qualcuno più veloce l’ha chiamato prima di te; pensavi andasse su, invece l’hanno chiamato da sotto: avrebbe fatto meglio a far salire te! E le vite di tutti sono porte scorrevoli di ascensori di antichi palazzi che hanno dentro storie, quadri appesi a chiodi arrugginiti, stanze, segrete, sotterranei, armadi abitati da scheletri, pareti umide e qualche ornamento sfarzoso qua e là. Quanti ritardatari e quanta gente rimasta giù in questa grandissima sala d’attesa. Si fanno anche bell’incontri di tanto in tanto, altre volte brutti, ma ad accomunarci questa stessa necessità di raccontarci le vite e di quella volta in cui abbiamo perso l’ascensore e siamo rimasti a terra. Non ti resta che aspettare che la porta si apra per portarti a casa tua, lì al piano che ti è stato assegnato.
Le lacrime mi hanno insegnato il valore di un sorriso, mi è stato insegnato che lottando vedrò il valore di una vittoria. Il tempo mi ha insegnato il valore dell’attesa. Dio mi ha insegnato il valore della fede. La vita mi ha insegnato a chiedere scusa quando si sbaglia. Mi ha insegnato che l’amore è la cosa più bella che abbiamo. Mi ha insegnato a credere che si può ricominciare dopo una caduta. E continuo ad imparare, perché la vita è una continua maestra di valori e principi.
Ogni essere umano è scintilla divina.
A vent’anni si tenta la poesia, a cinquanta si pensa che bisognava insistere.
Pensieri, paure, voglia di partire lontano da tutto e tutti, ma dove, e perché poi. Qualcuno che ci vuol bene c’è sempre e allora resta, perché trovare amore ed affetto non è così facile.