Andrea Matacchiera – Morte
Morire è utile solo per chi ha vissuto male o non ha saputo vivere fino in fondo.
Morire è utile solo per chi ha vissuto male o non ha saputo vivere fino in fondo.
Non è la vita che ci spiace lasciare ma le cose che le danno un senso.
Quando scherzo sulla morte mi vengono i brividi.
Ho visto i miei occhi riflessi nello specchio dell’ anima, il puro terrore; la follia della paura; la pazzia furente e urlante della mostruosità: ho visto la Morte. Ed essa mi guardava dal di dentro dello specchio con cieco desiderio. Desiderio di avermi; di ghernirmi; di possedermi… per sempre. Ho visto le sue lugubre e agghiaccianti dita, scarnificate, putrescenti, oscene, allungarsi in una specie di carezza sul mio cuore; ma volevano solo strapparlo per portarlo lontano… Ho visto la sua falce lunata mietere attorno vite… e per poco non cadevo anche io sotto il mortale girotondo… Ho visto il suo volto specchiarsi nel mio e diventare me stessa, rubandomi gli occhi, l’anima e i pensieri… Sono affogata in una melma di nera pece, ma poi ha schiuso la stretta ed ho nuovamente respirato. Ho visto il mio cadavere tornare alla superficie della vita e poi di nuovo affondare nel nulla, perché l’attesa ormai si è fatta così reale e distinta, da non permettermi più di discernere fra l’Adesso e il Niente…
Non importa dove andrò dopo la morte, tanto ho degli amici che mi aspettano da entrambi i lati.
Nel mezzo della vita siamo nella morte. (dal “The Book of Common Prayer”)
Tutto in definitiva fallisce, perché moriamo, e questo è il nostro penultimo fallimento o il nostro successo più enigmatico.