Andrea Ricotti – Filosofia
Se piangi per un sole tramontato, attendi la luna, saprà come consolarti.
Se piangi per un sole tramontato, attendi la luna, saprà come consolarti.
La solitudine non esiste, esiste la paura d’esserlo.
È il senso del limite che ti fa prendere contatto con la realtà.
Non ha senso alcuno farsi pagare per salvare l’umanità.
Come quasi tutti gli ex-marxisti della mia generazione, ero un neofita del liberalismo, e nel mio entusiasmo semplicistico e ignorante lo usavo come una mazza. In sostanza, non facevo altro che adoperare il liberalismo per semplificare indebitamente la realtà, più o meno come si faceva pochi anni prima usando il marxismo. Rimaneva invariato l’atteggiamento psicologico, la presunzione semplificante. Avevo cambiato le mie idee per rimanere identico a me stesso. Di fronte alla richiesta di occuparsi seriamente e concretamente dei problemi delle donne, degli omosessuali, della gente scura di pelle, l’importante era disporre di un’elegante via di scampo. Non era poi così essenziale che, mentre anni prima la scappatoia era l’appello alla lotta di classe e a una perfetta rivoluzione, negli anni ottanta, con la crisi del marxismo, si fosse resa disponibile un’altra chiave universale: l’assolutezza dei criteri formali di uguaglianza. La sicumera rimaneva identica a se stessa.
C’è una bella differenza tra avere le corna ed essere cornuti.
La divisione in classi crea contrasto che genera odio che tramuta in violenza.