Angela Cicolari – Abilità
Sono curiosa di vedere come farà Dio a produrre e plasmare un uno dallo zero.
Sono curiosa di vedere come farà Dio a produrre e plasmare un uno dallo zero.
Le cose non vanno mai per il verso giusto. Possono andare meglio, così come possono…
Perché, o Dio, cerchi di far assassinare chi solo racconta il destino, e scrive quello che accade, giammai, credi, accade quello che scrive. Se non ti soddisfa la strada che si apre di fronte a te, nelle idee tuttavia chiare come un firmamento luminoso, torna sui tuoi passi, incentiva la giustizia, l’onestà, il diritto, l’imparzialità, trovali degni anche in te stesso e non fermarti nemmeno di fronte al tuo stesso sangue, sia pure il Cristo figlio di Davide, lo scuoiatore di Serpenti nel pozzo, nei cui occhi azzurri ti compiaci, non sostenere regole troppo inflessibili per poter resistere al vento del destino. Se io vedo quello che vedo, non incolpare i miei occhi. Se la mano dei tuoi figli è lorda di sangue innocente, non incolpare il sangue innocente. Se le parole sono troppo dure da sopportare, non uccidere quelli che le dicono, le confermeresti soltanto.
Forse il passato dovrebbe smettere di girare su se stesso, liberarsi della sua maschera di rancori e freddezza, rinascere come punto d’incontro, per scoprire che potrebbe trasformarsi in un futuro migliore per tutti.
L’invidia la si riconosce da una cosa sola: l’odio, la rabbia, l’ostilità, l’ipocrisia, la verità che viene soffocata. Questo sentimento si manifesta solo e unicamente nell’azione, dove il sentimento trova sfogo. Un esempio eclatante è il nazismo. Ma il Male Assoluto in nome di Dio e Cristo suo figlio, mediante gli apostoli nasce anche dalle piccole azioni.
Invincibile non è colui che vince sempre ma colui che impara a raccogliere dalle sconfitte…
Una “ingiustizia”, di qualsiasi genere, è sempre equiparata alla bravura personale. È una legge matematica che non si può infrangere. Quindi, in una grande ingiustizia, se è possibile dimostrare la propria grande intelligenza, abilità, integrità, virtù e sincerità, bisogna guardare a quella grave colpa subita, a quel dito puntato, come il mezzo attraverso cui si dimostrerà all’universo intero il proprio valore, l’esattezza della propria logica, e la sincerità dimostrata verso la conoscenza, verso il potere e la vita, quelle intese come leggi indipendenti, autonome dalla carne, a se stanti, proprio per garantire un risultato imparziale.