Angela Cicolari – Abuso
Il possesso non è amore, è distruzione, come l’avere in certi casi significa morte.
Il possesso non è amore, è distruzione, come l’avere in certi casi significa morte.
Peccato che questo mondo stia diventando di merda per colpa di tutti gli stronze che…
Basta. Basta. Ogni giorno sempre la stessa storia. Trame diverse, orrore uguale. Donne picchiate a…
Diffida del padrone, quando ti dà qualche centesimo fuori busta paga, lasciandoti credere che tu sei un collaboratore valido e indispensabile: lo fa sapendo che alla fine tu dovrai restituirglielo e per non rimetterci gli interessi, reclamerà pure la tua anima.
Come aggrediscono: rimanete soli a casa, loro si inventano di tutto per aggredirvi, inventano scuse, vi fanno del male, quando chiedete aiuto non avete testimoni.
Tempo aggredito, rapito, assoggettato, nelle strade cambiate dalla mano che tutto prende. Ecco il millennio dell’infinito: Cristo ha vinto. Le sue risate di vittoria riecheggiano nello spazio introverso, tra le mura dell’interminabile prigione, l’amara conquista di specchi e di vite replicate sino all’uno finale, dove non resterà altro che non somigli a se stesso, fino ad annullarsi. Assoggettando tutti gli elementi in un grido disperato di morte, re infelice e vittorioso che tutto ha conquistato, niente ha avuto. La mensa è vasta quanto l’universo fino ai suoi limiti. La mensa è l’universo, che sembra dilatarsi nell’immortalità immorale, a prezzo dell’anima. E all’estremo, finirà nel silenzio di conquiste e mattanze lontane di mondi ancora ignari.
Ogni cosa segue la sua natura. Non è intercambiabile e non si trasferisce, cambiare la vita (con la morte altrui), per ottenere un po’ più di vita forse, significa uccidere persino le stelle, e lo spazio in cui si vive. La scienza ha delle risposte che il desiderio non sente.