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Angela Cicolari – Cielo

Non penso che Dio abbia alzato la sua mano con ira contro di me perché voleva salvare i suoi figli dai miei sogni. Essi non riguardavano né Lui né i suoi, ma solo chi li aveva sognati, per questo l’invidia di un padre che falsifica il merito, che ama i figli e per loro vuole le primizie. Dunque, erano la bellezza e la luminosità senza pari che hanno attirato gli angeli come mosche, per immetterle nel Mondo e raddoppiare la forza, la lucentezza dei sogni dei figli. In fondo, quello che fa girare l’universo, è la ciccia. Ma avere troppo, per la luce, ha i suoi lati distruttivi. Se questa Luce è immessa in un Mondo, si consuma nella vastità troppo grande di questa energia, diventa la malattia di cui esso morirà, in cui si replicherà, insieme ai creatori e agli angeli, a Dio e al Diavolo, che ne fanno parte.

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    Togliere per dare è sempre egoistico. Chi riceve, riceve un vestito regale, e il cielo gioielli senza valore, ma non cambia quello che era prima. Questo vestito lo copre solamente, e brucia in un inferno costruito con la luce. Un Padre, per amore, forse scambia i ruoli perché i suoi figli godano nel paradiso di sangue. Converte il bene con il male, e il male con il bene, ma l’essere non ha forme da cambiare, è una legge che l’apparenza non inganna. Cambiare l’essere è odio, volontà distruttiva, che nemmeno la croce può mutare. Questa conoscenza improvvisamente è usata per depredare ed avere, mutare l’essere in qualcosa che la natura non può sostenere. Per guardare la propria immagine e non vedere la vera forma del futuro, anche se le sue tracce si vedono guardando attentamente. Così, il sapere di macellare lo spirito per cambiarsi d’abito, da dove arriva? Usarlo in questo modo, inappropriato, di parte, mette Dio e gli angeli sotto una nuova luce: queste conoscenze le hanno avute da altri, in un tempo che il cielo non ricorda. Non fuggono dalla loro vera essenza neanche in questo modo. Soprattutto, neanche in questo modo. L’acqua nuova del mutamento ha raddoppiato la velocità del moto degli atomi, e questa bellezza infine, brucerà il mondo che Dio e gli angeli vogliono per sempre, e loro stessi non potranno fare a meno di vedersi come l’unico male che volevano distruggere vedendolo solo al di fuori di loro. Il Paradiso sarà la… perdita definitiva.

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    Destino disastroso, se si vuole la bellezza di qualcuno solo per vestirsene e trasformarsi in quello che non si potrà mai essere, pretendendo che la maschera di buona fede e salvezza possa riparare dalle conseguenze. E Dio che pretende di compiere ogni male e poi rimediare ad esso, bramando sempre più spirito e luce per il figlio unigenito e la creazione, sentendosi superiore alle leggi fisiche, ha perduto tutto nel modo peggiore nell’unica cosa che non sarà in grado di fare: smettere di volere quel troppo per lui che lo porterà alla morte, che sta assorbendo e ne è ormai assuefatto, distrutto nell’intimo del cuore di ogni cosmo e universo. Non è la matematica il suo nemico e ostacolo per i suoi disegni. Nemmeno se diventerà più bravo di Einstein potrà inseguire i suoi progetti. Persino aggirare una legge fisica resta sempre dentro gli schemi di altre leggi. Quello che cerca è rendere il male appropriato e salvifico perché lo ha scoperto con terrore in colui che più amava: suo Figlio. Allora cerca di cucirgli addosso un’immagine che non gli appartiene, la mia, e a me addossare il suo male. È davvero convinto che cambiare nome cambia l’essenza profonda della vita. Se Dio è diventato il distruttore della vita, e suo figlio il Messia è ormai irrimediabilmente andato patocco (e cerca di vendicarsi su di me perché crede, con ira, omicidi, menzogne, arraffamenti, desiderio di quello che non gli appartiene per darlo ai suoi figli, che sia mia la colpa), da nessuna parte potrà trovare sostituti o salvezza da un male che ha intrapreso lui e che lo porterà solo all’estremo capolinea. Una verità che brucia, ma sempre verità, e non l’ho inventata io. Costruirsi un paradiso con l’essere di qualcuno perché si invidiava, non può che portare all’inferno, qualunque astuzia si usi per evitarlo.