Angela Cicolari – Destino
Te l’avevo detto.
Te l’avevo detto.
Nessuna parola, o frase o storia può cambiare la verità: essa è immobile al di fuori del tempo e della volontà. Ecco perché cancellandole o odiandole vedendo quanto spiegano esattamente la realtà in cui si vive, non cambia il loro svolgimento, perché esse sono soltanto carta e inchiostro, o memoria di un computer, che il tempo consuma. Quello che spiegano, se è verità, arriverà fino alla fine. Se non lo è, chi vorrebbe farla diventare quello che non può essere, si perderà nella verità scomoda che tentava di cambiare. Avere non fa l’essere, non avere non cancella quello che è. E Dio, suo Figlio e i suoi angeli, finalmente libereranno l’universo dalla loro cornuta, avida, invidiosa, drogata e inopportuna presenza. Il prezzo matematico sarà tuttavia molto alto: visto che hanno voluto tutto, assassinando e drogandosi di spirito, non avranno né saranno più niente. Sarà una lenta morte per overdose. Ma possono invertire la matematica, rovesciare la scienza, far si che la morte diventi vita. Sparandosi… nel sistema un altro po’ di spirito, di maschere, diventeranno così più forti e più intelligenti.
Forse “ingiustizia” o “giustizia” sono concetti relativi. Giustizia è quello che fa guadagnare qualcosa, anche se la toglie ad altri, e da un punto di vista di chi compie le azioni, legittimate e autorevoli per la sua parte, in effetti è giusto. Il bene assoluto non ha nessun potere, in nessuna cosa, ma il bene relativo, sì, ed è quello che forse giustifica. Il bene relativo in fondo è divino, e il Giudice supremo che ha il potere supremo compie anche il male per ottenere il bene, il suo bene, che dipende dai punti di vista. Non è giusto, ma così è, e la dittatura celeste ha sempre, sempre giustificazioni, soprattutto quando non ne ha nessuna. L’autorità non si può contestare quando sbaglia, perché ha effettivamente ragione, nel suo bene relativo.
Il destino mescola le carte, ma è l’uomo a giocare la partita.
Non si risolve un problema creandone uno peggiore. In questo groviglio di decadimento che si è provocato per seguire ambizioni sfrenate, si diventa solo nuovi dittatori di morte da affrontare insieme a quelli vecchi.
Ieri è l’oggi finito. Domani è l’oggi che ritorna.
Il nostro destino è come un aquilone: solamente noi possiamo dargli più corda per farlo librare sempre più lontano.