Anonimo – Anima
L’immagine di cavalieri rinnovati nello spirito divino che inneggiano verso l’alto, melodie di arpe, laddove l’alba di una nuova civiltà, ti rende giustizia e tu ri-creato bambino, assapori, il ritmo della vita nuova!
L’immagine di cavalieri rinnovati nello spirito divino che inneggiano verso l’alto, melodie di arpe, laddove l’alba di una nuova civiltà, ti rende giustizia e tu ri-creato bambino, assapori, il ritmo della vita nuova!
L’anima è il raggio di luce che rafforza i palpiti del cuore. Abbaglia illuminandoti se la cerchi e, la riconosci. Nasce una consapevolezza nuova e certa: l’inestimabile Valore che alberga nel tuo profondo. Alcuni ti sentono diverso e raro, altri fuggono, altri ancora ti odiano ma solo per paura. Quelli che restano sono più vicini alle verità del tuo cuore e non si sentono più soli. Chiedevano con amore di ritrovare la propria luce, persa tra le voci assordanti del mondo, sepolta sotto metri di concetti limitanti e dalla paura di spogliarsi dinanzi all’amore.
La solitudine è un bene prezioso per sanare i mali dell’anima.
Se ti sorrido il mio pensiero balena oltre, dove al tuo occhio non è lecito vedere ma solo al mio sguardo.
Quanto è breve l’attimo che separa la fine dall’inizio.
L’incantevole è quella dolce emozione che il cuore racchiude dentro l’anima.
Apriamo il nostro cuore, lui ci darà la vita!
“Chi pianta semi buoni, avrà buoni frutti” Non esistono semi buoni e semi sbagliati, esiste l’intenzione, la nostra volontà, il nostro atto di piantare. Se la nostra intenzione è pulita, vera, sincera, il seme sarà quello giusto. E, se qualche volta, i semi piantati dalle nostre buone intenzioni verranno calpestati, dopo il momento delle lacrime, c’è sempre Qualcuno che a prescindere dal nome che decidiamo di dargli, veglia su di noi e conosce i nostri intenti, e se oggi vediamo i nostri semi non dare buoni frutti, li raccoglieremo tali domani, basta aprirsi a quel Qualcuno e alla Sua protezione.
Per lei avevo l’anima ingorgata di emozioni;Ma lei riusciva a leggere solo le apparenze!
Altalene di emozioni si affrontano dandosi le spalle. Agonie dell’anima, insaziabili passioni che rotolano nella putrida melma dei miei silenzi. Scintille di nostalgia, crepitanti sotto una fredda cenere grigia.
Alcune persone sono come l’acqua, prive di colore, perché è la profondità a determinare la tonalità.
Siamo e staremo sempre soli davanti ad un guaio, ci conviene non lamentarci e pensare ad una rapida soluzione.
Credo che l’anima soffrendo si evolve. È più l’anima si evolve aumentino le sofferenze. Cosa possa essere più sofferente per una donna perdere un figlio? Oppure una madre che passa la vita vicino un letto di un bambino malato? Cosa c’e di più doloroso? Secondo me, queste anime hanno raggiunto l’apice dell’evoluzione. E dopo cosa c’e? Queste anime evolute dove vanno? Diventino le stelle che illuminano il cammino tanto difficile e sofferente ad altre anime perse che non hanno trovato la loro strada nella loro evoluzione.
Specchi riflessi come una tenda nel lago al tramonto, con le stelle, mille occhi che osservano. Vorrei scappare dalle pietre nere, ma quando il sole sorge, voglio restare. Sogno un fresco paradiso senza spine. Sogno l’incanto della vita perduta. E noto il guardiano con un velo di velluto da porgere sulle mie spalle. La tenerezza, una rosa potente tra i cespugli di un prato blu. Piccole, ingenue gocce di rugiada, mi accarezzano i petali. Vorrei essere il disegno di un pittore surreale. Ma rimango prospera. Una conchiglia con una perla intensa e silenziosa, un cuore ardente. E sul viso, sulle labbra, un palpitar di luce sopra un acqua limpida.
Le persone si nutrono di cose frivole inutili, ma il vero bisogno per il cuore sono le emozioni, tutti ne hanno bisogno per sfamare cuore e anima.
Siamo tutti anime solitarie che vagano nell’oscurità della luce.
Quante persone non conoscerò mai? Sono tutti universi a sé stanti. Tutti così vicini, eppure così distanti. Non potrò mai conoscerli come vorrei. Andare al cuore di ognuno, ammirarne le forme, i colori, le più intime vibrazioni. Sento che è per me una grande perdita. Sono come poesie che non leggerò mai. Portiamo in noi stessi echi di melodie celesti, eppure viviamo in un mondo di sordi.