Anna Bellinghieri – Cielo
Se il cielo fosse un libro le stelle riempirebbero la pagina più luminosa.
Se il cielo fosse un libro le stelle riempirebbero la pagina più luminosa.
Alza gli occhi e fermati: quando riuscirai a comprendere il cielo allora riuscirai anche a comprendere te stesso. Quindi smettila di pensare!
Se vuoi capire quanto bene che ti offro, guarda le stelle, e contale.
Piove, piange il cielo sopra di noi, senza ritegno come non avesse mai piovuto, mai…
Il cielo di città mi piace perché puzza di basso, di uomini. Il cielo di campagna invece mi fa paura. C’è solo roba del Signore, lassù: stelle, stelloni, nuvole al galoppo. E poi che mi mettevo a fare in campagna? A litigare con gli alberi? Quelli sono tranquilli, beati, ti fanno sentire uno sputo. La natura è tutta arrogante, è roba diretta del Signore, e giustamente un po’ di strafottenza ce l’ha.
Anche il mare, come il cielo, partorisce stelle.
Tu non lo sai, nemmeno io, ma poi si l’ho saputo! Quando? In un sogno, più vero del reale! Ecco insieme mani strette alle mani tu fissavi un orizzonte di una luce mai vista, il celo con le sue stelle a illuminarti i sentieri. Tutto si scostava dal passato, un amore vero governava la terra nessuno più soffriva, nessun bambino piangeva, il sorriso nella bocca di tutti il paradiso era nell’anima! Tu non lo sai ma io l’ho sognato quel mondo!