Anna De Santis – Morte
C’è chi vive da morto.
C’è chi vive da morto.
I funerali sono le occasioni per assemblare la maggior quantità di persone che non riflettono sulla caducità dell’esistenza.
La morteè l’unica bella,pura conclusionedi una grande passione.
Potranno recidere tutti i fiori ma non potranno fermare la primavera.
Il pensiero della morte genera l’angoscia di chi è costretto a sapere che l’evento si realizzerà, ignorandone il come, il quando e soprattutto il perchè.
Per quanti varrà ancora la pena di vivere quando non si morirà più?
Generalmente l’uomo è distrutto dall’attesa della pena capitale molto tempo prima di morire. Gli si infliggono due morti, e la prima è la peggiore dell’altra, mentre egli ha ucciso una volta sola. Paragonata a questo supplizio, le legge del taglione appare come una legge di civiltà. (da “Riflessioni sulla pena di morte”)