Anna D’Urso – Desiderio
Il peccato prende la forma del desiderio.
Il peccato prende la forma del desiderio.
Desideriamo ciò che è inutiledicendo “voglio”non sorridiamo se non lo abbiamo dicendo “muoio”.
Le voglie tenute a germogliar troppo nel tempo finiscono coll’appassir come le foglie.
E penso a passi sinuosi, lenti, ma che procedano in sintonia… passi armoniosi fatti da singoli movimenti in un unico verso, che siano passi bilaterali, che non si trasformino in un cumulo di movimenti senza senso il cui unico scopo è quello motorio. E voglio che tutto abbia enfasi ed armonia, entrambe allo stesso tempo: potrei cercarle facendo delle deviazioni e trovare tutto ciò altrove.
Le tue mani scivolano sul mio corpo cercano il centro del mio piacere, trovano, accarezzano, entrano e giocano con la fantasia. M’inarco a te, conscia che questo desiderio lo appaghi anche con il tocco delle tue labbra.
Sei giunta: hai fatto bene: io ti bramavo. All’animo mio, che brucia di passione, hai dato refrigerio.
Per chi aspira al primo posto non è indecoroso fermarsi al secondo o al terzo.