Anna Maria D’Alò – Anima
Non puoi sfiorare un corpo senza accarezzare anche la sua anima.
Non puoi sfiorare un corpo senza accarezzare anche la sua anima.
La conoscenza talvolta concepisce delle anime malvagie, riconoscerai coloro che realmente appartengono all’albero della vita, chi conosce la via con umiltà saprà diffondere l’univoco messaggio di vita che tu ben conosci.
L’uomo giunto osserva la sua vita, e non vede in essa alcuna cosa che possa ergerlo a colonna, nessuna voce a lodarlo per la sua cruenta battaglia. Mesto sorride a se stesso dicendo: “Chi ha potuto conoscere la tua lunga e sanguinosa lotta per la vita. Chi ha visto, ha solo guardato il lato esterno del tuo occhio e non le buie visioni della tua anima, pertanto non chiedere onori e glorie per esser giunto. Oggi la più grande festa non è tra gli uomini della terra ma tra quelli del cielo, che vivono attraverso il tuo sorriso, raro uomo che oggi vedi la vita davvero”.
Non c’é alcun rapporto fra gli asparagi e l’immortalità dell’anima. […] Gli asparagi si mangiano, mentre l’immortalità dell’anima no.
Per un instante le nostre vite si sono incontrate… le nostre anime si sono sfiorate.
L’immortalità dell’anima non ci consolerà mai della mortalità del corpo.
L’anima può parlare con gli occhi e baciare con lo sguardo.