Anna Maria D’Alò – Stati d’Animo
Non è l’attesa che sfinisce, ma è la delusione dopo l’attesa che uccide.
Non è l’attesa che sfinisce, ma è la delusione dopo l’attesa che uccide.
Ho visto muoversi le foglie. La sensazione che il tramonto mi uscisse dalle spalle, portandosi dietro il rosso delle mie emozioni antiche, scricchiolanti, che l’autunno fa cadere dalle vene e rimanere all’ombra di querce che mi danno memoria del coraggio e dell’arresa. Il tempo suddiviso in fasi fa pavimento ed i passanti sono sempre troppi e poco attenti a ciò che resta a terra e si calpesta. Distratti. Protesi agli astri, diventano meteore. Vanno. Di bagliore in bagliore; scemano. Ed io sfumo.
È una vita al confine la mia. Costantemente in cerca del mio baricentro, annaspo in questo grigiore che mi fa desiderare di cadere.
E anche oggi è andata, avrei preferito diversamente ma tutto serve, anche queste giornate così come vanno ti lasciano l’amaro delle cose che non avresti desiderato, la dolcezza dei piccoli attimi di serenità, lasciano segni e presenze, lasciano speranza e amarezze, ma finiscono e domani sarà quel che sarà.
Aveva gli occhi sempre in tempesta; e lui, solo lui, riusciva a placare i suoi tormenti.
Sono stufa di stupirmi delle persone, dei loro comportamenti, dei loro atteggiamenti, delle loro parole; voglio stupirmi delle cose belle, dei tramonti, delle stelle, dei sorrisi, dei piccoli gesti, della semplicità.
Un sorriso tra le lacrime è una lacrima che ritorna indietro per posarsi come una virgola sulle labbra.