Anna Maria D’Alò – Stati d’Animo
Tutto ciò che è incomprensibile, noi lo definiamo mostruoso.
Tutto ciò che è incomprensibile, noi lo definiamo mostruoso.
Sono in continua contraddizione con me stessa, i miei pensieri sono spesso in conflitto perché cercano la verità. Ma la verità resta ipotetica e mi confonde.
Non cercatemi. Mi sono persa nei suoi occhi.
E dovrebbero tapparmi il pensiero, che non fa altro che urlare il suo nome.
Quelle famose frasi che tieni sempre nel cassetto e che ti escono fuori solo quando sei sul punto di addormentarti; e la voglia di tornare davanti ad un computer, ad un quaderno per poterle appuntare e ricordare.
So di aceto e limone, pungente sulla lingua, brucio sulla pelle. Aspra! Chi non sa diluirmi con la vaniglia dice di me che sono acre. Io mi preoccupo di non essere amara, nonostante i fumi delle pozioni tossiche inalate. Ricordo flebo di veleni somministrarti endovena, sottocute che creavano strati di rancore tra il cuoio e le arterie. E sono scappata nella notte, alzata da quel letto di droghe e soporiferi letali, rintanata come animale impaurito negli antri di boschi solitari e nebbiosi, tra le belve sanguinarie, aspettando l’alba sotto alberi spogli e durante piogge incessanti. Grondante e trafelata. La mia forza mi ha portata a bordo strada, non voglio passaggi da nessuno io, ma camminare sull’asfalto è assai diverso che camminare tra roghi e sterpaglie.
Capisci di esserti innamorato, quando non ti importa nulla di tutto il resto.