Anna Maria D’Alò – Vita
La vita che noi non comprendiamo è quella che non abbiamo mai vissuto.
La vita che noi non comprendiamo è quella che non abbiamo mai vissuto.
Ogni forma di fanatismo rende l’uomo schiavo di se stesso.
E poi tiri le somme, ti accorgi che ti resta solo un pugno chiuso senza nessuna certezza. Ti accorgi che non tutto è come sembra, che la vita nasconde tante mele marce dietro splendenti e luccicanti sorrisi finti. Ti accorgi che la cattiveria è come la gramigna, si propaga a vista d’occhio; “rapidamente e ovunque” ed è difficile distruggere. Perenne e insolente s’infiltra dovunque. E tu sei lì che guardi incredulo, sei lì e non sai che pesci prendere. Sai solo che questa realtà non ti appartiene, sai che qualunque cosa accada, la tua vita la edificherai sopra altri principi, altri fattori, altri valori; “cose semplice e veritiere”, cose umili e rispettose. Niente al mondo ti costringerà a non gestire la tua vita nel modo che vuoi, eliminando dalla radice “melme ed erbacce” che non vuoi e non sai concepire.
Sì questa vita, a volte incomprensibile, a volte forse troppo complicata. A volte si vorrebbe trovare la combinazione giusta e risolvere una volta per tutte questo scombinato puzzle, ma non sempre è così semplice però e tutto si congela in frammenti di ricordi preziosi, Infiniti attimi che scrivono la nostra storia. Strani noi, che scriviamo pagine di vita con inchiostro magico e chissà come e chissà perché soltanto a volte ci è dato di rileggerle. Ed ora si fa sera, si spegne il cielo e si accende la luna, il tempo ricomincia a scorrere.
Cosa resterà nella memoria di ciò che è stato quando, un giorno, saremo nell’abbraccio dell’Universo? Sarà come un sogno svanito nella nuova realtà.
Perché vale più un’artista morto che uno vivo?… Sarà un fattore economico?
Se pensi di non valere niente, di essere inutile, di sbagliare sempre. Rifletti: nessuno è perfetto. Tutti commettiamo degli errori, delle ingenuità. L’importante riconoscerli e provare a migliorare e migliorarsi. Non sempre ci riusciremo, ma dovremo tentare in tutti i modi a far uscire ciò che di buono c’è in noi. In fondo siamo come una candela, un semplice gesto, ed ecco luce e calore. Allora, accendi la tua piccola “fiamma”.