Annamaria Crugliano – Tristezza
Piango forse non sono io, sono quelli che mi fanno piangere, che di se stessi possono solo piangere.
Piango forse non sono io, sono quelli che mi fanno piangere, che di se stessi possono solo piangere.
Notte tesa, inquieta, notte pareva senza stelle. Ti ho rivista è apparso il sole. Mamma ti voglio bene.
La tristezza che vivo senza te è una spiacevole verità.
A volte in amore si soffre… dopo tante lacrime bisogna pensare che forse questo dolore lo porta l’egoismo di non accettare e amare l’altro per com’è il vero amore non pretende ma accarezza e illumina… ama senza pretesa il resto verrà da solo…
Ci sono vuoti incolmabili, e sono quelli che solo chi ami può riempire.
La persona fedifraga non si sente affermata nel ruolo che ha nella società ed ha il continuo bisogno di sentirsi più riconfermata dal punto di vista sessuale, una forma di incentivo dell’autostima.
Sarebbe bello che chi ci ha fatto soffrire si sentisse sferzare continuamente la faccia con pensieri che sono pietre, avvertisse il desiderio ardente che è un coltello conficcato dentro, la paura che è unica custode dei nostri passi, l’ansia che ci fa ombra, la rabbia che è nostra gabbia. Sarebbe bello far provare loro tutto questo!