Anonimo – Luoghi comuni
C’è sempre un perché.
C’è sempre un perché.
Anni 80 anni domini. Giocavamo nei cortili fra le lamentele dei condomini. Alle nostra urla erano ostili saranno contenti da ora in eterno, coi bimbi in casa davanti ad uno schermò.
È un luogo comune affermare che la Riforma ha portato a una laicizzazione delle opere nei paesi protestanti. Ma incaricandosi per conto proprio di tutta questa popolazione di poveri e d’incapaci, lo stato o l’amministrazione pubblica preparano una nuova forma di sensibilità alla miseria; sta per nascere un’esperienza del patetico che non parla più di una glorificazione del dolore, né di una salvezza comune alla Povertà e alla Carità, ma che intrattiene l’uomo unicamente nei suoi doveri verso la società e indica nel miserabile, a un tempo, un effetto del disordine e un ostacolo all’ordine. Non si tratta dunque più di esaltare la miseria nel gesto che le porta sollievo, ma, semplicemente, di sopprimerla. Se si rivolge alla Povertà come tale, anche la Carità è disordine.
Se tu potessi leggere il mio cuore saresti sconvolto nel vedere quanto amore ho per…
Ogni lacrima nascosta, fa parte di una corona di spine che avvolge il cuore… e rende arido l’amore.
I’ tu figliolo ch’è sempre a vedere?
Ogni giorno mi accorgo quanto è difficile sorridere, quando ti rendi conto che la vita non ti sorride!