Anonimo – Palindromi
Ora va l’alluce culla l’avaro.
Ora va l’alluce culla l’avaro.
Per me tu sei il sorriso dopo il pianto, l’arcobaleno dopo il temporale, l’alba dopo…
Quando i nostri corpi si uniscono ti guardo in viso, e mi soffermo ad osservare i tuoi occhi… il loro profilo, così mediterraneo. Mi sento tornare al passato, all’antica Grecia su delle lenzuola di seta. Il mare e l’alba, il mio corpo su e nel tuo, i nostri odori e sapori, il calore… tutto grazie a tuoi occhi.
Meglio la gioia di un sorriso triste che la tristezza di non saper sorridere.
Io sono orgogliosa di me, perché nonostante il mio cuore è stato “ferito, maltrattato, usato” riesce ancora ad amare con la stessa intensità di sempre.
Parlare molto per dimostrare la nostra sapienza non appaga l’anima. Non dobbiamo mai voler apparire…
Dio parla dell’esistenza di sette meraviglie; io ho trovato l’ottava: sei tu!