Anonimo – Palindromi
Era sua, d’Angela, la legna da usare.
Era sua, d’Angela, la legna da usare.
Una volta potevi andare a dormire lasciando la porta aperta.
Stò tentando di dimenticare il tuo volto, ma di tanto riguardo la tua foto, perché? Forse perché il mio cuore ha ancora bisogno di te.
Come in una specie di “caos ordinato”, viviamo in maniera spesso individualistica, ognuno nella propria direzione, ognuno a testa bassa immerso nei propri guai; eppure la nostra individualità che sembra per noi la totalità delle cose è solo un piccolo tassello del macrocosmo che ci circonda. Talvolta sarebbe bello, poter imparare ad ascoltare i silenzi o le parole di chi ci sta accanto, magari si riuscirebbe sempre più a viaggiare in un’unica direzione per le strade della vita.
Non perdere mai di vista ciò che vuoi diventare e non perdere mai di vista chi tu sei in realtà.
L’ho amata una volta, l’ho amata due volte, l’ho amata tre volte ma quando mi sono chiesto “chi stavo amando?” Mi sono risposto che stavo amando uno stupido ricordo.
Con la lettura, spesso, non si sa dove si va a finire.