Anonimo – Tristezza
L’odio ti divora, ti consuma, ti lacera la carne, si prende tutto anche il tuo io.
L’odio ti divora, ti consuma, ti lacera la carne, si prende tutto anche il tuo io.
Quante volte ancora dovrò medicare questo cuore, quanti notte ancora conterò le stelle per riuscire a dormire, quante volte ancora nascondero con un sorriso le lacrime, perché è vero non si muore di dolore ma si contano le volte che si muore.
Si dice che per un po’ di tempo non abbia neanche avuto la forza di alzare la testa tanta era la delusione, sicuramente il sorriso mancava e il futuro lo vedeva tutto nero, ma lui ogni tanto sorride e pensa a lei, si commuove e non riesce a capire come lei si possa essere dimenticata di tutto, ormai lei era volata via.
Quando mi lascerai non voltarti… potresti vedere duo occhi da bambina piangere per un amore…
Queste parole, dolce amore, sempre eco fanno nel mio amante core.
Cerco il vento del ricordo che mi porti a credere che nei passi del tempo non c’è più il peso del mio respiro e oltre il mare possa vedere ancora una luce senza che la rabbia mi porti via la mia dolcezza. Come posso raccogliere quei fiori che distrattamente non mi appartengono più? Qualcuno un giorno sentirà le mie urla…
Bonae fidei non congruit de apicibus iuris disputare.Non risponde a buona fede il cavillare sulle sottigliezze del diritto.