Antonella Coletta – Figli e bambini
Nel dormire siamo sinceri, ci avviciniamo ai bambini. Perché stringiamo ancora. Sogniamo ancora.
Nel dormire siamo sinceri, ci avviciniamo ai bambini. Perché stringiamo ancora. Sogniamo ancora.
L’amore di una madre supera ogni limite, neanche la quotidianità più squallida può deprezzarlo. Anzi, lo accresce, lo esalta, come un fiore che sbocci rigoglioso tra le pietre.
Tutti dicono tanto dell’ascoltare… non ci vuole molto per quello… di qualche argomento è per parlarne che ti devi impegnare.
Non voglio avere ragione e, necessariamente, non sono in obbligo di capire. In questo momento no. In questo istante non mi interessa. Preferisco perdermi nei colori, quelli che ho dentro e quelli che mi circondano. Preferisco credere che qualcosa di infinito ci sia oltre ciò che dentro si è spezzato.
Forse per la prima volta guardavo negli occhi quella somiglianza. Sentii di volerle un gran bene. Certo, l’avrei voluta diversa mamma. Appiccicosa e piena di smancerie. Ma m’amava. A modo suo m’amava. Chissà perché cresciamo col terrore, fiato sul collo, di non essere amati mai e mai a sufficienza. Quasi a non meritarlo quell’amore. Perché? Fortemente convinti di esser solo buoni a nulla, sagomati con lo scalpello della cattiveria, fucili pronti a sparar sentenze e menzogne.
Un pianto! Apre gli occhi è il suo sguardo tenero e innocente si posa sul suo. La sua voce lo culla come una dolce ninna nanna arriva al suo cuore. Cresce guarda impara… piccoli passi sembrano dire “mamma guarda che bravo che sono”… non gli importa se il giocattolo suo preferito si è rotto, ha la sua mamma. Lei che ogni giorno lo guida nei grandi valori della vita e con immenso amore lo protegge da ogni male… il suo sguardo si posa sul suo “Mamma ti voglio bene”.
Il pulsare unanime del nostro petto ci ha fatto dono della vita. Tre meravigliosi e dolcissimi cuoricini, inconsapevoli nei loro continui salti nel vuoto della vita… fiduciosi nel conforto del nostro abbraccio, sicuri della nostra protezione.