Antonietta Corvaglio – Religione
L’esperienza cristiana non è un abito da indossare ma è uno stile di vita da assumere, con coraggio e determinazione.
L’esperienza cristiana non è un abito da indossare ma è uno stile di vita da assumere, con coraggio e determinazione.
Sarò giudicato per l’operato, non per la religione che ho abbracciato.
In qualunque modo lo guardo, come l’Assoluto, l’Inconoscibile, l’Essere Supremo, il Creatore, il Giudice, l’Indifferenziato, Dio mi sembra sempre umano, troppo umano.
Siamo tutti dei pastori erranti alla ricerca di una terra, di un domani migliore. Ma se vogliamo trovare la giusta strada dobbiamo seguire quella del nostro buon pastore, Gesù.
Tutti i nostri atti di pietà, compiuti con cuore di cenere, non sono già cenere anch’essi? Più cenere degli atti sensuali là nel fiume, che trepidano di vita e si propagano come cerchi nell’acqua.
C’è sempre dentro di noi la tentazione di non accettare di essere salvati gratuitamente.
Secondo ciò che la Scrittura chiaramente dimostra, noi diciamo che il Signore ha una volta tanto deciso, nel suo consiglio eterno e immutabile, quali uomini voleva ammettere alla salvezza e quali lasciare in rovina. Quelli che egli chiama alla salvezza noi diciamo che li riceve per la sua misericordia gratuita, senza alcun riguardo per la propria dignità. Al contrario, l’ingresso nella vita è preclusa a tutti quelli che egli vuole abbandonare alla condanna; e ciò accade per un giudizio suo occulto e incomprensibile, per quanto giusto ed equo.