Antonino Gatto – Destino
Non si può godere del dolore altrui se non si è certi del proprio destino.
Non si può godere del dolore altrui se non si è certi del proprio destino.
Noi donne siamo così, c’illudiamo che tutto dipenda da noi, che bastava spostare una virgola per cambiare il destino.
Non sono Io che percorro le strade del mondo speditamente! E’ il mondo che avanza più veloce del mio passo.
E fu cosi che il “sogno” incontrò la “realtà” e disse: ora il “mio” sogno è la “tua” realtà…
Non voglio essere prigioniera del tempo, voglio che il tempo sia il mio custode.
Giocando sulla polisemia della parola. L’altro giorno un amico sportellista in banca mi ha confidato: – a pensare di come m’era piaciuto da ragazzo quel bigliettino d’auguri con su scritto “Da grande sarai uno che conta” -!
Siamo davvero i padroni del nostro destino o le nostre azioni non sono che minuti tasselli dell’intreccio infinito del caso nello smisurato vortice del possibile?