Antonio Belsito – Morte
Vanno via col callo della vita alle dita, lasciando l’inchiostro che è passato nelle vene.
Vanno via col callo della vita alle dita, lasciando l’inchiostro che è passato nelle vene.
LA morte È soltanto un’idea, non è una realtà.L’unica vera religione è l’arte di trasformare ogni cosa in gioia, in canto e in danza.
A Provins è stato giustiziato, in questi giorni, un giovane che aveva assassinato due borghesi, un uomo e una donna, violentato la serva sul posto e bevuto tutta la cantina. Ora, per veder ghigliottinare un tipo tanto stravagante, già alla vigilia erano arrivati a Provins più di diecimila campagnoli. Poiché gli alberghi non li potevano ospitare tutti, molti hanno passato la notte all’aperto, dormendo sulla neve. L’affluenza di folla è stata tale che è venuto a mancare il pane.
Se per l’uomo sarebbe meglio non nascere o comunque morire al più presto, perché considerare l’omicidio una colpa.
O morte, com’è amaro il tuo pensiero per l’anziano che guarda al tuo volto in ogni suo momento, ben consapevole che tu sei unica certezza, di una vita vissuta attraverso tanti falsi momenti.
Oggi mi sento abbastanza forte da dirti che se vuoi giocare sono pronto e che anche se sei chiamato Satana, alla fine dei conti tornerai da dove sei venuto con la coda tra le gambe!
Questa sveglia ha contato i passi della mia vita, ha misurato gioie e dolori, mi ha parlato col suo “tic tac”, confortando la solitudine ma, soprattutto, mi ha svegliato, regalandomi – quotidianamente – il sogno della vita”.Il sogno della vita è il mio più grande desiderio. Inseguo, quotidianamente, la vita.