Antonio Curnetta – Stati d’Animo
Non c’è uomo più solo di chi non è compreso.
Non c’è uomo più solo di chi non è compreso.
Il tempo risponde sempre, e spesso ciò che dice non sempre piace!
Capisci di esserti innamorato di una persona, quando il desiderio di baciarla supera la voglia…
Domani è un altro giorno. Io spero semplicemente in una giornata migliore di quella appena trascorsa.
Quando si perde una persona cara e ci viene comunicata la notizia, quasi non ci crediamo o meglio, non vogliamo crederci! E in quel preciso istante è come se abbandonassimo per un momento il nostro corpo e la mente inizia automaticamente a viaggiare a ritroso, a caccia di ricordi, di sorrisi e di immagini felici che pungono come spine velenose. È una sensazione difficilmente descrivibile a parole, forse quasi impossibile! Siamo troppo abituati a vedere queste persone speciali sempre con il sorriso stampato in faccia e a dare per scontata la loro presenza. Dobbiamo in qualche modo renderci conto che la vita riserva sorprese negative e positive: si tratta di una continua routine che si diverte a giocare con le nostre emozioni. E chi è particolarmente emotivo o suscettibile entra automaticamente dentro un vortice di pensieri dove vi rimane intrappolato, non trovando una via di uscita, un punto di appoggio. È proprio vero quando si dice che sono vuoti “incolmabili”, perché siamo tutti diversi fra noi e di conseguenza trovare nuovamente una persona che rispecchi perfettamente nel carattere l’amico appena perso, è impossibile. Sono vuoti che rimangono li, dentro di noi, sospesi nel vuoto che man mano con il passare del tempo diventano sempre più piccoli fino a quasi non vederli più addirittura. Ma nel nostro profondo, sappiamo indubbiamente che quel vuoto non si è chiuso del tutto e mai lo farà.
La mattina apro il giornale, e vedo sempre più merda. Non c’è mai una cazzo di buona notizia. La difficoltà di accettazione degli eventi, aumenta. Alcuni diranno che è la grazia di Dio quella che ci da la forza per sopportare tutta questa merda ogni santo giorno. Ma la maggior parte sarà d’accordo sul fatto che semplicemente non c’è nessun posto in cui andare.
Gli oggetti: orpelli congeniali all’uomo ed alla sua tendenza al dominio per ovviare al senso tragico della impossibilità di potere e dello scorrere inesorabile del tempo; gli oggetti: anello di congiunzione tra il prima, il dopo, i ricordi, i luoghi, le persone. Un oggetto concreto per ogni mancanza concreta.