Antonio Curnetta – Stati d’Animo
La conoscenza di sé è la più grande conquista che ogni persona possa realizzare nella vita e si accompagna al dono più prezioso: la serenità.
La conoscenza di sé è la più grande conquista che ogni persona possa realizzare nella vita e si accompagna al dono più prezioso: la serenità.
Il “ti voglio bene” ed il “vaffanculo” per me hanno la stessa base di partenza, il cuore.
Viviamo spesso in maniera convulsa e frenetica, alla ricerca del risultato a tutti i costi e del successo. Sottovalutiamo così l’importanza delle piccole gioie della vita: una bella canzone, il profumo di un fiore, la vista di un tramonto, un sorriso, una carezza e tanti altri atti di innocente bellezza. Dovremmo arricchire la nostra vita di bellezza e goderne con calma. Dovremmo ricordarci sempre che il successo appaga solo la mente, ma è la Bellezza a nutrire l’anima.
A volte, quando mi chiedono come sto, non rispondo né bene né male. Rispondo che mi sento come il vento.
Vendetta e perdono posson prender per mano ogni stato d’animo.Solo uno non può passeggiare col senso di colpa.
Ho amato qualcuno che non ha amato me allo stesso modo. Ho dato sincerità a chi sincerità non ha saputo darmi, ma mi ha donato solo bugie. Ho perso il mio tempo e sprecato le mie lacrime per chi non meritava nulla. Ma sono fiera di me perché sono stata me stessa.
A quanto pare non sono fatta né per essere amata né per ricevere affetto. Sono destinata a spinger via chiunque provi ad abbracciarmi, e a spostare lo sguardo appena qualcuno mi prende per mano e sorride cercando i miei occhi. Nessuno insiste con me, non valgo la pena di riprovarci. Bisogna avvicinarsi piano o mi spavento, non demordere se al primo tocco mi allontano e ritentare una seconda, terza, quarta volta, e a ogni tentativo rimarrò sempre più vicino, fino a quando sarò io stessa ad avvicinarmi. Nessuno lo capisce però, se ne vanno subito tutti. Sono sbagliata io che non mi lascio andare con facilità. Sono sbagliata io a credere che qualcuno lotti ancora per l’amore. Sono sbagliata io, perché non ne merito nemmeno un po’.