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Antonio Dimasi – Destino

C’è chi ha voglia di vedere il cielo dalle montagne e c’è chi ha voglia di volare. Però a volare ci vuole coraggio.

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  • Antonio Dimasi – Desiderio

    Roma 1 Maggio 2009:quando vai per vedere il concerto e invece per tutta la sera rimani incantato a vedere una ragazza: una fanciulla che stava a circa un metro da me, alla mia sinistra e io a vederla ogni istante. Sono felice perché ho capito che riesco a innamorarmi come voglio, però sono triste perché alla fine di lei non so nulla, solo qualche piccolo dettaglio come gli occhiali di colore rosso e le unghie colorate di viola e poi il suo amore per Vasco. Non lo so, ma mi sento infelice adesso, perché so che questa persona non la troverò più nella mia vita o ci vorrebbe un miracolo per rivederla. Il mio sbaglio è stato quello di non rischiare a conoscerla, sarebbe stato tutto diverso e invece mi ritrovo con il rimpianto di non averlo fatto. Spero che il destino veramente ci faccia incontrare di nuovo!

  • Antonio Dimasi – Vita

    Ho corso 1000 vie,in una di queste mi son perso.Ho corso 1000 vie,in una di queste ho trovato l’amore.Ho corso 1000 vie,in una di queste ho trovato gli amici.Ho corso 1000 vie,in una di queste ho trovato la felicità.Ho corso 1000 vie,in una di queste ho trovato il dolore.Ho corso 1000 vie,in una di queste ho trovato il sorriso.Ho corso 1000 vie,in una di queste ho trovato la paura.Ho corso 1000 vie,in una di queste ho trovato il coraggio.Ho corso 1000 vie,in una di queste ho trovato la semplicità.Ho corso 1000 vie,e ho trovato tutto ciò che si può avere dalla vita.

  • Angela Cicolari – Destino

    Nei tempi fatti diventare oscuri con la forza, non c’è forse di peggio che essere i primi a far precipitare gli eventi proprio con il proposito di veder nascere un mondo migliore. Certi piani premeditati, non vanno mai a buon fine. Il male che si causa potrebbe essere al di là di qualsiasi speranza e ritorno. Persino al di là del potere di Dio. Senza più certezze, ne resta una sola, quella nel centro, il nocciolo della questione, quello difficile da mandare giù. Non è commestibile, ma se si sparge in terra e muore, fiorisce. Interessante, non trovi contadino del Regno, che passi con le lame sulle schiene altrui, che saccheggi tesori dai campi? Io lo trovo interessante. Allora, da quale parte sto? Da una o dall’alta o da entrambe? O da nessuna delle due? Dalla parte del blu o del rosso, del pari o del dispari? Che te ne frega. Non ha la minima importanza quando esse sono le due facce della stessa medaglia. In contrapposizione, ma unite come due mani che si stringono. Dio e il diavolo. Vedi quindi che qualsiasi cosa una parte faccia all’altra la fa a se stessa. Non possono uscire dal cerchio, devono vedersela con quello che hanno. Se hanno troppo spirito, bada bene, se hanno, non se sono, perché non possono essere nient’altro se non quello che già erano, il cerchio perde il suo equilibrio. Se l’energia cosmica si raddoppia con una sola macellazione e il cerchio diventa un otto, entrambe le parti finiranno per essere distruttive al loro interno. All’interno è dove sono e dove saranno, e dove moriranno. Nel nulla. In esso non c’è esistenza, ma la sua assenza, il contrario della vita, ma anche della morte. La negazione dell’eternità. Non può cercarla Dio in quello che ha perduto, assassinandolo e avere per sé nuovi nati. Ha visto il suo destino. La metà splendente di questo universo contiene la sua distruzione. Raddoppiando l’energia di queste due metà non ha fatto altro che confermare la Sua natura. I sogni sono incantevoli, ma di essi bisogna accettare tutto, come Egli dice per la Sua parola. Altrimenti Dio è il primo a credere e a prendersi solo la parte che gli garba. Volendo essere il solo Dio, inferocito se qualcuno scopre che esiste… che esisteva qualcosa di più, aumentando la Sua potenza ha negato la divinità, e allo specchio, infine, ha visto quello che è e che siamo tutti, persino gli angeli, che credono di essere tanto superiori. Un uomo.