Antonio Pistarà – Abitudine
La cosa peggiore che possa accadere è che non accada nulla…
La cosa peggiore che possa accadere è che non accada nulla…
La morte è la riconciliazione con la vita.
L’amore; virtù nello sviluppare i “sensi istintivi dell’anima” entrando in completa conduzione sensoriale con la propria “macchina corpo”. La trasduzione di tali elementi con le reazioni chimiche completano l’opera che ci porta verso quel processo che ci fa innamorare di un nostro altro simile; “i nostri ferormoni” sono il dolcificante che istintivamente aggiungiamo per completare quell’opera così tanto ricercata: “amare per essere amati”.
Le promesse sono come il vento, prima o poi volano via.
Tornare a casa dopo il lavoro, o essere stato con gli amici, vuota, no c’è…
Gli era accaduto in quel momento ciò che accade sempre alle persone che, all’improvviso, sono messe davanti all’evidenza di una cosa che fa loro vergogna. Egli non seppe atteggiare il suo viso alla circostanza, visto che la moglie aveva scoperto la sua colpa: invece di mostrarsi offeso, di negare, di giustificare, di chiedere perdono, magari di affettare indifferenza – tutto sarebbe stato meglio che quel che aveva fatto – il suo viso, proprio involontariamente (azioni riflesse del cervello, pensava Stepan Arkadevic, che si dilettava in fisiologia) s’era atteggiato al suo sorriso abituale, buono, e perciò stupido in quel momento.
Spesso preferisco far parlare una pagina di diario piuttosto che la mia bocca!