Antonio Prencipe – Filosofia
Anche le grandi maschere nascondono un filo di malinconia fra i loro sorrisi.
Anche le grandi maschere nascondono un filo di malinconia fra i loro sorrisi.
Come quasi tutti gli ex-marxisti della mia generazione, ero un neofita del liberalismo, e nel mio entusiasmo semplicistico e ignorante lo usavo come una mazza. In sostanza, non facevo altro che adoperare il liberalismo per semplificare indebitamente la realtà, più o meno come si faceva pochi anni prima usando il marxismo. Rimaneva invariato l’atteggiamento psicologico, la presunzione semplificante. Avevo cambiato le mie idee per rimanere identico a me stesso. Di fronte alla richiesta di occuparsi seriamente e concretamente dei problemi delle donne, degli omosessuali, della gente scura di pelle, l’importante era disporre di un’elegante via di scampo. Non era poi così essenziale che, mentre anni prima la scappatoia era l’appello alla lotta di classe e a una perfetta rivoluzione, negli anni ottanta, con la crisi del marxismo, si fosse resa disponibile un’altra chiave universale: l’assolutezza dei criteri formali di uguaglianza. La sicumera rimaneva identica a se stessa.
La moda è uno specchio che riflette il ruolo di ognuno sul palcoscenico della vita.
Girando e rigirando la frittatami è venuto fame d’ignoranza,con un pizzico di tolleranza.
So di non sapere, quindi domando.
La vita è la coscienza dell’esistenza.
Accetta l’insegnamento di chi lo accompagna all’atto pratico della sua vita.