Antonio Rega – Vita
Siamo fatte per poche persone. Peccato che non siamo tanto fortunati ad incontrarle.
Siamo fatte per poche persone. Peccato che non siamo tanto fortunati ad incontrarle.
La vita ha una grande, grandissima sala d’attesa. Fissi la porta di quell’ascensore che speri si spalanchi all’improvviso. C’eri arrivata, eri lì, ti avrebbe portato in alto, lì a quel settimo cielo di cui avevi sempre sognato le nuvole e gli angeli, ma qualcuno più veloce l’ha chiamato prima di te; pensavi andasse su, invece l’hanno chiamato da sotto: avrebbe fatto meglio a far salire te! E le vite di tutti sono porte scorrevoli di ascensori di antichi palazzi che hanno dentro storie, quadri appesi a chiodi arrugginiti, stanze, segrete, sotterranei, armadi abitati da scheletri, pareti umide e qualche ornamento sfarzoso qua e là. Quanti ritardatari e quanta gente rimasta giù in questa grandissima sala d’attesa. Si fanno anche bell’incontri di tanto in tanto, altre volte brutti, ma ad accomunarci questa stessa necessità di raccontarci le vite e di quella volta in cui abbiamo perso l’ascensore e siamo rimasti a terra. Non ti resta che aspettare che la porta si apra per portarti a casa tua, lì al piano che ti è stato assegnato.
Talvolta crediamo di aver nostalgia di un luogo lontano, mentre a rigore abbiamo soltanto nostalgia del tempo vissuto lì quando eravamo più giovani e freschi.
La vita non è che la continua meraviglia di esistere.
Non esiste il giorno perfetto, esistono attimi dove basta un semplice gesto, per renderlo indimenticabile.
Vivo per dare un senso a questo immane dissenso.
Bagnati dalle gocce di potenti temporaliusiamo obrelli adatti pre poterci riparareDovendo fare i conti con metereologica incertezzadettata da strani personaggiche mischiano le nuvole a perle di saggezzaInebriando schermi piatti con movimentidi robotica fattezzaManipolando diversi stati d’animoumori che si lacerano nel corso delle assurde ripetizioniOltraggio al quieto viverela messa in onda delle previsioni.