Auguste Blanqui – Economia e Finanza
L’economia politica è il codice dell’usura.
L’economia politica è il codice dell’usura.
Dicono che i soldi non fanno la felicità. Hai mai visto un barbone felice?
È possibile amare alla follia e odiare alla follia, nello spazio di un respiro? È possibile cambiare opinione su una persona così repentinamente? Oppure, entrambi i sentimenti sono dettati esclusivamente dall’onda del momento; mai sinceramente emersi dal cuore e dall’animo? E arrivati all’odio, si può tornare indietro? È forse corretto dire che non si ripara mai veramente lo specchio rotto in due?
Adriano Olivetti si poneva sessant’anni fa questi quesiti: “Può l’industria darsi dei fini? Si trovano, questi fini, semplicemente nei profitti? O non vi è qualcosa di più affascinante, una trama ideale, una destinazione, una vocazione?” Per tutta la vita Adriano s’impose di ricordare un ammonimento di suo padre Camillo, fondatore dell’azienda Ivrea: “Ricordati che la disoccupazione è la malattia mortale della società moderna; devi lottare con ogni mezzo affinché gli operai di questa fabbrica non abbiano a subire il tragico peso della miseria avvilente che si accompagna alla perdita di lavoro.” Adriano commentava: “Il lavoro dovrebbe essere una grande gioia ed è ancora per molti tormento, tormento di non averlo, tormento di fare un lavoro che non serva, non giovi ad un nobile scopo.”
Imporre l’abbandono del contante corrisponde a legare ulteriormente il cittadino al sistema delle banche, che, così, possono approfittare delle relative commissioni su nuove operazioni necessarie.
Crisi occupazionale, picco d’assunzioni farmacologiche.
Come avere fortuna: lancia dalla finestra la cosa più preziosa che hai. Ma non andare a vedere chi la raccoglie. Non aspettarti niente. La fortuna premia gli indifferenti.