Federico Caffè – Economia e Finanza
L’economista è il fiduciario di una civiltà possibile e se gli interessi costituiti prevalgono sulle idee, tuttavia l’economista deve stare attento alle idee.
L’economista è il fiduciario di una civiltà possibile e se gli interessi costituiti prevalgono sulle idee, tuttavia l’economista deve stare attento alle idee.
Caro babbo natale,ti scrivo per dirti che vista la crisi, quest’anno,forse non troverai più il solito albero,anzi se andiamo avanti cosìforse non troverai più neanche la solita casa!Quindi fai a meno di passare.Ci rivediamo fra 10 anni,sperando che l’iva nel frattemponon sia arrivata alle stelle!Ps. Se ti è possibile, al posto della neve,fai piovere un sorriso per mamma e papà,e se per caso in cielo non pagate le tasse,allora fai piovere in tutta la città!
Lo sviluppo economico è come il capufficio: tutti ne parlano, ma solo quando non c’è.
In questo mondo il “low cost” non esiste, esiste la “low inculata”.
Nel dopoguerra, le banche operavano con un capitale che valeva dal 20 fino al 30 percento dei loro impieghi (prestiti, investimenti). Sotto lo sguardo tollerante dei super Banchieri centrali, quella riserva di capitale è stata lasciata scendere alla vigilia della crisi fino al 3 percento. In sostanza le autorità competenti hanno permesso che le banche si comportassero come un consumatore che si compra la casa mettendoci appena il 3 percento di risparmi propri, e per il resto investendo denaro preso a prestito.
Dedicare la propria esistenza ad accumulare denaro equivale a spenderla per decorare fatuamente la propria tomba.
L’economia di mercato è quel regime economico con il quale sta in piedi o crolla tutto il nostro sistema sociale e culturale.