Geminello Alvi – Economia e Finanza
Se fatto con onesta umiltà, il perverso mestiere dell’economista accorda la memoria ai numeri, e alla più pacata ragione.
Se fatto con onesta umiltà, il perverso mestiere dell’economista accorda la memoria ai numeri, e alla più pacata ragione.
Per ogni dollaro che si investe per aiuti umanitari in tutto il mondo, i Paesi ne destinano dieci ai loro preventivi militari…
Adriano Olivetti si poneva sessant’anni fa questi quesiti: “Può l’industria darsi dei fini? Si trovano, questi fini, semplicemente nei profitti? O non vi è qualcosa di più affascinante, una trama ideale, una destinazione, una vocazione?” Per tutta la vita Adriano s’impose di ricordare un ammonimento di suo padre Camillo, fondatore dell’azienda Ivrea: “Ricordati che la disoccupazione è la malattia mortale della società moderna; devi lottare con ogni mezzo affinché gli operai di questa fabbrica non abbiano a subire il tragico peso della miseria avvilente che si accompagna alla perdita di lavoro.” Adriano commentava: “Il lavoro dovrebbe essere una grande gioia ed è ancora per molti tormento, tormento di non averlo, tormento di fare un lavoro che non serva, non giovi ad un nobile scopo.”
Non ci può essere libertà se non c’è libertà economica.
L’economia politica è il codice dell’usura.
Il denaro partorisce immotivati bisogni, la sua assenza genera irrinunciabili desideri.
La Base della Piramide non può Pagare i conti della Baldoria e dei Festini fatti in Cima alla Piramide.