Benito Mussolini – Frasi sull’Italia e gli Italiani
Il popolo italiano ha creato col suo sangue l’impero. Lo feconderà col suo lavoro e lo difenderà contro chiunque con le sue armi.
Il popolo italiano ha creato col suo sangue l’impero. Lo feconderà col suo lavoro e lo difenderà contro chiunque con le sue armi.
Troppo spesso i delinquenti viaggiano a testa alta, mentre le vittime sono costrette a nascondersi per la vergogna.
Per ogni Papa che se ne va, ne arriva subito dopo o tra qualche giorno un altro, e, bene o male, il Vaticano sopravvive e si perpetua nei secoli con la stessa testa quadra di sempre e purtroppo, come al solito, collusa anche con la parte più corrotta e corruttrice della classe politica. Una realtà che è ormai sotto gli occhi di tutti ma che purtroppo molti ancora non se ne rendono conto, o piuttosto fingono che non sia così.
Cara Italia, perché giusto o sbagliato che sia questo è il mio paese con le sue grandi qualità ed i suoi grandi difetti.
Non lamentiamoci di tutto lo schifo che stiamo vivendo in questo mondo, esso è lo specchio della società priva di valori, gretta, vecchia e paesana, formata da uomini e donne che rubano l’acqua dai pozzi dei poveri per riempire quelli dei ricchi. Per cambiare le cose i poveri devono imparare a collaborare, ad unirsi. Se dovessi scegliere di morire, lo farei costruendo ciò che altri stanno distruggendo; pensando a chi verrà dopo di me.
In Italia il criterio di successo di una politia economica […] è la diminuzione del residuo della pubblica amministrazione, quindi le tasse e spese statali. Ci hanno provato con troppa timidezza. Erano del resto quasi tutti una volta democristiani, complici della fine dello Stato in Italia.
Siamo così abituati, noi italiani, alla religione che si manifesta in immagini dipinte o scolpite, che l’assenza del tipo di iconografia cui siamo avvezzi ci sembra sintomo di laicità. Decine di storici e di autori di testi scolastici italiani ci hanno trasmesso questa idea, e più i nostri studiosi erano laici e più tendevano a guardare con simpatia i protestanti, prendendoli, appunto, per laici. Che poi è esattamente quello che hanno sempre pensato i polemisti cattolici: fuori della Chiesa di Roma, c’è solo dell’ateismo appena appena mascherato. È così, con la mente infradiciata da questa tradizione interpretativa che, nonostante gli avvertimenti di Tocqueville, per esempio, e di Marx, ci si avvia a non capire nulla dell’America. Magari, come sta accadendo agli intellettuali italiani in questo periodo, si scopre all’improvviso che milioni di americani sono fedeli e anche fanatici, e, siccome prima non lo si sapeva, si decreta che si tratta di una novità. Se poi si tende a filosofare, allora, come s’usa in questi anni, si inventa l’ennesima nuova epoca: quella della post-secolarizzazione.