Benjamin Disraeli – Viaggi e vacanze
Come molti viaggiatori ho visto più di quanto ricordi e ricordo più di quanto ho visto.
Come molti viaggiatori ho visto più di quanto ricordi e ricordo più di quanto ho visto.
Vedo le foto di amici con i tags “sole”, “mare”, “bagno” e rifletto che anche io passerò così la mia estate… “sole” cocente preso nelle passeggiate per arrivare da casa all’università, “mare” di libri e quaderni che mi circondano con le nozioni da studiare e “bagno” in fondo al corridoio di sinistra uscendo dalla biblioteca! Insomma non manca nulla direi!
Quando ho voglia di leggere un libro, me ne scrivo uno.
Viaggiare c’è a chi piace e a chi fa star male, tutto dipende se si viaggia per divertimento ma l’emigrante di questo non è contento e di certo lo fà con la morte dentro. Partire, tornare, ripartire e ritornare ancora è un’odissea che cresce d’ora in ora. La necessità gli mette in mano la valigia, oltre l’oceano lo fà arrivare e non è solo per l’Estate o un periodo di ferie, spesso dura per tutta la vita.
L’azione non porta sempre la felicità, ma non c’è felicità senza azione.
L’America è il mio Paese, ma Parigi è la mia città.
Ora capisco perché David Martìn sia tanto innamorato di Barcellona.