Benjamin Franklin – Vita
La tragedia della vita è che diventiamo vecchi troppo presto e saggi troppo tardi.
La tragedia della vita è che diventiamo vecchi troppo presto e saggi troppo tardi.
Ci vuole coraggio ed una buona mira. La voglia di giocare e di mettersi in gioco. La consapevolezza di poter perdere o vincere. Questi gli ingredienti richiesti. Ora a te la scelta, sta solo a te accettare la sfida. Se provare a tirare il colpo vincente, o continuare a rimandare la partita.
Oltre il banale c’è la vita.
Gioca il vento tra i capelli di chi ha superato il proprio tifone.
Vivo con prudenza, come un buon mercante in un grande affare.
Ogni cosa ha il suo opposto. Tutto ha un opposto, tranne la vita. La vita non può averne. Non può perché fluisce, di continuo. Di continuo, perché non si ferma. Non si ferma neanche quando un amore finisce. Quando un amore finisce e hai il cuore a pezzi. E i pezzi sono così tanti e così piccoli che non si vedono quasi più. E non si vedono perché se li vedessi vorresti rimetterli insieme. Ma rimetterli insieme sarebbe inutile. Inutile perché qualcosa continuerebbe a mancare. Continuerebbe a mancare quella piccola parte persa per sempre. Per sempre andata, dispersa. Come sono disperse le cose che lasci al mondo. Le cose che lasci alla vita. Per questo la vita non si ferma. Non si ferma perché di nutre dei pezzi di noi che vagano. Vagano pronti ad essere fagocitati. Vagano al solo scopo di essere fagocitati.
A lungo durerà il mio viaggio, un viaggio fatto di scoperte e meraviglie. Un viaggio tutto da comprendere, apprendere, dove la parola chiave è “amore”. Dove la serratura si chiama “speranza” e la porta da aprire si chiama “sogno”! . Un viaggio lungo quanto il desiderio di non mollare e di combattere, dove la vita mi attraversa ed io attraverso la vita.