Carl William Brown – Guerra & Pace
Sia uno statalismo autoritario, sia un liberismo economico sfrenato conducono alla massima disuguaglianza e quindi allo schiavismo, alla violenza ed infine alla rivoluzione.
Sia uno statalismo autoritario, sia un liberismo economico sfrenato conducono alla massima disuguaglianza e quindi allo schiavismo, alla violenza ed infine alla rivoluzione.
Anche se la droga rovina il cervello, vi sono molti cantanti, molti artisti e forse anche molti politici e uomini di grido che la usano, ma già questi personaggi non hanno bisogno di molto cervello.
La concorrenza è un bene perché distrugge le imprese deboli, ma anche le nazioni sono imprese e l’Italia non mi sembra poi molto forte.
L’uguaglianza per molte persone è un sassolino nella scarpa.
È certo condivisibile il no alla guerra, alle armi, ma se io non voglio la guerra ma la vuole il mio confinante come la mettiamo?
Non mi ritirerò dall’Iraq neanche se restassero ad appoggiarmi solo mia moglie Laura e il mio cane Barney.
Se in questo mondo si rispetta e si loda il male, se le cattive notizie fanno più notizia di quelle buone, non c’è nessun progresso in una parte del genere umano. Ma vivo qui, su questa Terra, continuo a fare la mia parte di bene. Nonostante l’orrore e la distruzione che quel male continua a generare, io credo nella pace e nell’amore; non mi arrendo e vivo costruendo anche quando cado da sola o se qualcuno mi fa cadere di proposito io mi rialzo e vado avanti, perché qui sono soltanto di passaggio e so che la mia meta finale è l’eternità.