Carl William Brown – Tempi Moderni
Per alcuni studiosi stiamo entrando in un nuovo medioevo, per me non ne siamo mai neanche usciti.
Per alcuni studiosi stiamo entrando in un nuovo medioevo, per me non ne siamo mai neanche usciti.
Le minoranze hanno sempre la peggio, non sono mai tutelate, sono sempre calpestate, vi è però una bizzarra eccezione che riguarda fatalmente la minoranza dei ricchi.
Ricchezza e ostentazione spesso si fondano su miseria e povertà. Baraccopoli che si contrappongono a stadi, sfruttamento del lavoro minorile a stipendi milionari di calciatori, non ditemi che questa è una società sana!
La gente parla troppo. Soprattutto quella che dovrebbe essere la prima a tacere.
Guerra, finanza e show ormai si assomigliano. Da una parte gli attori, dall’altra gli spettatori. Questa è la regola, ormai.
Forse, grazie ai social network, i ragazzi smetteranno di imbrattare con graffiti i muri delle città.
L’emozione della prima volta all’iscrizione su Facebook: tutto nuovo, tutto così elettrizzante. La novità si sa rende l’uomo ladro, ma purtroppo non è mancata la delusione dietro l’angolo: tutte queste maschere, tutta questa falsità, l’arrivismo e il cinismo del protagonismo, essere qualcuno conta più dell’essere vero, un mondo assurdo, un mondo che non fa per me.