Carlo Bisecco – Tristezza
Certi giorni il mio cuore è disordinato e freddo come la nebbia.
Certi giorni il mio cuore è disordinato e freddo come la nebbia.
Non è facile immaginare la solitudine se non si ha il coraggio di fermarsi un istante per guardare gli occhi bassi della dignità calpestata.
Scrivo perché non so quanto durerà la mia permanenza su questo mondo, nessuno lo sa, ma io voglio lasciare il segno, non mi interessa di essere ricordato con grande fama, mi basterà che un giorno, anche solo una persona, ricordi qualcuna delle mie parole scritte su un foglio con l’inchiostro dell’anima.
Bisogna imparare a soffrire per piangere.
Alla fine capisci di aver sofferto per niente di aver amato inutilmente che tutto ciò che credevi non c’era l’unica cosa che non capisci è: allora ma perché cazzo ci sto cosi ancora.
Le rughe sono segni del tempo, lievi se la vita è clemente, e profonde dalle sofferenze, è la nostra biografia incisa sul volto.
Gesù Cristo mi guarda là dal muro ma la sua faccia è fredda come pietra, e se mi ama come lei dice, perchè mi sento così sola e infelice?