Carlo Gragnani – Libri
Pubblicare un libro è sempre un pericolo: non sappiamo in quali mani può finire.
Pubblicare un libro è sempre un pericolo: non sappiamo in quali mani può finire.
“Insensato!” Disse. “Mi dovevo svellere il cuore il giorno in cui decisi di vendicarmi!”
Ricordo…Con molta paura…Quel colore bianco così meraviglioso…Quando cominciava a scendere la neve, tutti i suoni scomparivano.C’era così silenzio, così freddo, che anche le mie sensazioni sembravano congelarsi.Non c’era nessuno.Avrei voluto chiamare qualcuno, ma non c’era un solo nome che mi venisse in mente.E presto tutto diveniva bianco.Mi perdevo in quel bianco, più meraviglioso di quanto si possa immaginare.Un mondo dove non c’era nessuno a parte me.Non c’era più il sole, non c’era più l’erba… La terra ed il cielo divenivano un unico insieme.Non c’era più nulla.C’ero solo io.Quando la neve cadeva, mi sembrava di essere ancora più solo.È solo questo.È solo che…Mi fa paura. “
La tristezza mi ha preso – perché? Neppure la musica oggi mi consola – è già notte tarda, e non ho voglia di dormire; non so cosa mi manca – e ho già più di vent’anni.
C’era una volta lo scrittore. Oggi anche chi non sa scrivere ha imparato a farsi leggere.
Siamo pagine del libro della vita, le cui parole sono scritte dalle nostre azioni, dai nostri pensieri, dagli infiniti giochi del caso, dal modo in cui guardiamo il mondo e da come il mondo guarda noi.
Leggere mette in moto tutto dentro te: fantasia, emozioni, sentimenti. È un’apertura dei sensi verso il mondo, è un vedere e riconoscere le cose che ti appartengono e che rischiano di non essere viste, fà scoprire l’anima delle cose. Leggere significa trovare le parole giuste, quelle perfette per esprimere ciò a cui nonriuscibi a dare forma. Trovare una descrizione a ciò che tu facevi fatica a riassumere. Nei libri le parole degli altri risuonano come un’eco dentro di noi, perché c’erano già.