Catia Ciullo – Stati d’Animo
Riscoprire in un attimo, la voglia di stare insieme, quella complicità di un tempo che poi i problemi avevano rovinato! Ora qui, come allora, trovarsi a scherzare e a ridere di se stessi!
Riscoprire in un attimo, la voglia di stare insieme, quella complicità di un tempo che poi i problemi avevano rovinato! Ora qui, come allora, trovarsi a scherzare e a ridere di se stessi!
Eccola, è arrivata l’estate, il periodo più sognato dell’anno, con i suoi colori e profumi nell’aria, quella voglia di mare, di sole sulla pelle, di giornate rilassanti tra un libro, un gelato e un caffè.
Aspetto te, come il cielo della notte aspetta l’alba del nuovo giorno. Vengo a te come un fiume che scorre al mare, ti prego leggimi dentro, ascolta i miei sentimenti e promettimi che mai mi lascerai. E se leggendo queste parole ti è scesa una lacrima lasciala scendere, è solo una piccola impronta di tutto il bene che porti nel cuore, vive d’amore il cuore.
Perché stare fermi e immobili aspettando che smetta di piovere, se alzandoci e facendo qualche chilometro a piedi possiamo trovare il sole? La serenità non si attende, è uno stato d’animo che deve accompagnarci sempre e che ci spinge ad agire.
Mi piacciono le persone che sanno guardarmi dentro, sanno leggermi l’anima senza che io apra bocca. Quelle che non giudicano, quelle che ti fanno parlare, quelle che sanno ascoltare. Credo a quelle che ascoltano le parole del cuore, a quelle che come me rispettano il prossimo e lo amano per quello che è!
Le cose che ho imparato dai miei mille perché. Che con la consapevolezza dei se e dei ma e dei però non si è costruito nulla, ma si è demolito la certezza di tutto. Che nei miei dubbi ho cercato di entrarci ed uscirci, perché entrandoci fossi capace di capire i miei sbagli. Che lo sbaglio non è mai di una singola persona, ma sta in ognuno di noi la colpa. Che si può essere neutrali, ma la neutralità va applicata su tutti. Che si può credere a qualcuno, ma si deve credere anche all’altro. Che dagli sbagli bisogna imparare e non solo giudicare. Che tutti siamo vittime e carnefici di ogni nostra azione. Che ad ogni azione corrisponde una reazione. Che essere buoni, non significa essere sceme. Che non si può condannare gli altri e nascondere quello che noi facciamo. Che credo alla buona fede ma che poi le azioni dimostrano quello che siamo. Ora fra dubbi, verità, bugie, nulla è come è ma continuo a sperare, credere, amare.
La felicità è così confusa, eppure l’infelicità è così chiara.